La patata: verdura o tubero?

Una delle domande che faccio sempre ai miei pazienti, soprattutto ai bambini, è: “Mangi le verdure? Quali?” e prontamente rispondono: “Si si, le mangio, soprattutto le patate!”. Ma le patate non sono verdure, bensì tuberi, che per la loro composizione nutrizionale assomigliano molto di più a un piatto di pasta o ad un panino, non a una ciotola di insalata!

La coltivazione di questo tubero ebbe inizio tra i 4000 e 7000 anni fa in Bolivia e Perù, mentre in Europa si diffuse dalla seconda metà del ‘500. I primi a consumare le patate furono gli spagnoli, che le portavano con sé durante i viaggi di esplorazione in mare, poiché questo alimento li preservava dallo scorbuto. Si scoprì in seguito che le patate, come altri alimenti freschi, contenevano vitamina C in grado di proteggere da questa malattia.

Contribuì alla diffusione della patata anche un agronomo francese, Antoine Parmentier, che vinse un concorso indetto dal governo francese per trovare un alimento che potesse sostituire il pane, creando un piatto semplice condito con burro e aromi, rendendo la patata irriconoscibile, non più un piatto per i poveri. Infatti, il re Luigi XVI battezzò la patata “pomme de terre”, mela di terra, per valorizzarne l’immagine.

Dalla fine del XVIII secolo le coltivazioni di patate si diffusero ampiamente, raggiungendo anche il nord Europa; ad oggi, ne esistono 3000 varietà, ma soltanto un centinaio sono destinate al consumo.

La patata è una delle più importanti fonti di carboidrati della tradizione Italiana, sebbene in altri Paesi Europei, come Germania e Olanda, sia quella principale. E’ un alimento molto saziante, può essere considerata un’alternativa valida ai cereali, poiché a differenza di pasta e pane non contiene glutine, quindi è adatta anche alle persone con sensibilità glutinica o celiachia.

Proprietà nutrizionali

Come precedentemente detto, vanta un profilo nutrizionale simile a quello di pasta e riso, in quanto è ricca di amido, ma con alcune differenze importanti.

Innanzitutto, una porzione di patate, pari a 200gr secondo le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, che corrisponde a 2 patate medie, apporta 170 kcal, contro le 282 kcal di 80gr di pasta. Si tratta quindi di un alimento da preferire se stiamo seguendo un regime ipocalorico.

Inoltre, in confronto a pasta e riso, una porzione di patate fornisce quantitativi superiori di micronutrienti quali vitamine e sali minerali. La patata apporta più vitamina C, B6, acido folico, e niacina, oltre che una buona quantità di potassio e magnesio, rendendola un perfetto integratore naturale post attività fisica.

Per quanto riguarda l’indice glicemico (IG), è vero che le patate presentano un IG pari a 105, molto più alto rispetto alla pasta cotta al dente (45), perchè contengono una modesta quantità di amido, che viene completamente digerito dal nostro corpo.

Esistono però alcuni trucchi per ridurre l’IG, ed evitare così un innalzamento elevato di glicemia che comporta una produzione eccessiva di insulina. Innanzitutto bisogna prestare attenzione quando si acquistano le patate: non devono essere troppo mature e nemmeno conservate per lunghi periodi. Con l’arrivo di temperature più calde, fate bollire le patate ma poi consumatele fredde: l’amido formerà una sorta di gel rendendo l’IG più basso.

Infine, la patata è un ottimo alimento anche dal punto di vista della sostenibilità: vanta infatti un basso consumo di suolo per calorie prodotte, un limitato utilizzo delle risorse idriche e un ridotto impatto ambientale in termini di CO2 immessa nell’atmosfera. La sua filiera ha un basso impatto ambientale anche perchè permette di ridurre quasi a zero gli sprechi, grazie ai numerosi utilizzi degli scarti. Ad esempio le bucce possono essere riutilizzate nel giardinaggio e per la produzione di energia da biomasse.

Come cucinarle?

Dalle preparazioni più semplici, bollite o al forno, per accompagnare un secondo, a piatti raffinati come le patate duchessa, il gàteau o il soufflé, questi tuberi entrano di diritto nella nostra alimentazione quotidiana. Le fritte? Solamente occasionalmente, a compromesso con la vostra nutrizionista!

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