Dolcificanti: cosa c’è da sapere

I dolcificanti sono additivi che vengono aggiunti al cibo o utilizzati singolarmente per essere sostituiti allo zucchero, con la caratteristica di avere una scarsa azione nutriente in quanto hanno un potere calorico molto molto basso o nullo.

Comprendono sostanze chimicamente diverse accomunate dal fatto di avere un potere dolcificante molte volte superiore a quello dello zucchero.

Possiamo dividere i dolcificanti in due grandi categorie:

Dolcificanti naturali

I dolcificanti “naturali” (es. xilitolo, sorbitolo, mannitolo, maltitolo, lactitolo, stevia, taumatina) sono dolcificanti derivati da carboidrati complessi o glicosidi, quali lo stevioside.

Lo stevioside fa parte dei glicosidi steviolici, composti estratti da foglie di una pianta originaria del centro America. Ha un potere edulcorante 200-300 volte superiore al saccarosio (normale zucchero da cucina), è molto stabile, ma ad alte concentrazioni presenta un retrogusto amaro. Lo stevioside viene idrolizzato dalla flora batterica intestinale in steviolo che, a sua volta, viene coniugato nel fegato con l’acido glicuronico ed escreto con l’urina.

I dolcificanti derivati da polialoli quali Sorbitolo, Xilitolo, Manitolo, etc. hanno un contenuto calorio circa la metà del saccarosio, ma anche un più basso potere edulcorante.

Vengono metabolizzati solo parzialmente, mentre una buona parte viene fermentata dalla flora batterica intestinale con produzione di acidi grassi a catena corta e gas, e questo può portare a flatulenza e talvolta diarrea se si supera la dose di 20g/die.

Dolcificanti artificiali

I dolcificanti artificiali (Acesulfame codice E950, Aspartame E951, Saccarina E954, Sucralosio E955, Ciclammato E952, Neotamo E961, Alitame E956) sono sostanze ottenute per sintesi chimica, a elevato potere dolcificante e basso/assente potere nutritivo.

Conferiscono una sensazione dolce molto persistente, simile a quella del saccarosio ma di intensità molto superiore (fino a 500-1000 volte maggiore). Inoltre, non essendo fermentabili dalla flora batterica intestinale, non hanno potere lassativo. I dolcificanti artificiali rientrano nella categoria degli additivi chimici e, come tali, sono sottoposti alla normativa che disciplina gli additivi alimentari che prevede l’obbligo di riportare in etichetta il tipo di composto presente.

L’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha stabilito sulla base della tossicità potenziale una dose giornaliera accettabile (DGA) definita come la quantità di sostanza espressa in g per kg di peso corporeo che la persona può assumere senza rischi per la salute.

Attenzione alle etichette:

Ecco alcune diciture che possono aiutarci a riconoscerli!

– Se il prodotto contiene più del 10% di POLIOLI dovrà avere l’indicazione “un consumo eccessivo può avere un effetto lassativo.” Es. caramelle e gomme da masticare “senza zucchero”.

– Se il prodotto contiene ASPARTAME dovrà riportare la dicitura “contiene una fonte di fenilalanina.

Sono prodotti sicuri?

Dai dati fino ad oggi raccolti sembrerebbe di si. Sono prodotti sicuri.

Sicuri però non significa che siano raccomandati!

Il fatto di introdurre dei dolcificanti al posto dello zucchero non ha dimostrato significative differenze negli studi fatti, per vedere se questo potesse tradursi in una differenza di peso seguendo i pazienti.

L’uso dei dolcificanti al posto dello zucchero non apporta dei benefici in termini di salute al nostro organismo. Quindi, i dolcificanti sono prodotti sicuri ma non sono prodotti salutari, cioè non migliorano il nostro stato di salute.

Alla base degli studi e del materiale di cui disponiamo fino ad adesso, per quanto riguarda la salute, non esistono evidenze forti per poter escludere dei problemi in termine di salute nel lungo termine. Non possiamo esserne ancora sicuri perché mancano dei dati consistenti.

Meglio i dolcificanti naturali?

E’ una domanda che non ha una risposta. Il fatto che sia una molecola che si trovi in natura (e che necessariamente viene processata industrialmente) non la rende necessariamente migliore di una molecola di sintesi.

Quando parliamo di naturale oggi bisogna fare molta attenzione.. ad esempio i POLIOLI si possono definire naturali perché contenuti naturalmente in alcuni alimenti, però bisogna tenere conto che quelli che troviamo in commercio di naturale hanno ben poco, perché vengono comunque estratti con dei processi industriali.

Quindi meglio preferire il dolcificante o lo zucchero?

Allo stato di oggi, dato che esistono delle linee guida che raccomandano un basso consumo di zucchero (e per quanto sia basso ce lo raccomandano, mentre per i dolcificanti non esiste nessuna raccomandazione di consumarli), rimane valida l’idea di consumare poco zucchero, ma consumiamo lo zucchero, non i dolcificanti.

Perché non abbiamo nessuna prova del fatto che sostituire lo zucchero con il dolcificante sia meglio per la nostra salute.

Meglio lo zucchero bianco o lo zucchero di canna integrale?

Lo zucchero bianco subisce un processo di raffinazione in più, ma non cambia nulla dal punto di vista nutrizionale, quindi dal punto di vista della salute quello che conta è la dose.

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