Attacchi di fame e insulino-resistenza

La regolazione del livello di glucosio nel sangue (glicemia) è un meccanismo di fondamentale importanza per l’organismo, in particolare dopo l’assunzione di carboidrati con la dieta.

La glicemia è regolata da un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas, l’insulina, necessaria per l’assorbimento, lo stoccaggio e l’utilizzo di glucosio come substrato energetico, in quanto impedisce una ulteriore produzione di glucosio negli organi preposti.

Inoltre, l’insulina svolge un importante ruolo anche nella regolazione dell’appetito; è definita un ormone anoressizzante, poiché diminuisce l’assunzione di cibo stimolando i segnali di sazietà che arrivano al cervello.

Oltre al ruolo nel bilancio energetico e nel controllo dell’appetito, l’insulina è in grado di attraversare la barriera ematoencefalica del cervello mediante un trasportatore saturabile, i recettori per l’insulina si ritrovano nell’ipotalamo, nell’ippocampo e nella corteccia cerebrale, elementi deputati allo sviluppo della memoria e nei processi cognitivi.

Risulta chiaro, quindi, quanto sia importante il ruolo di questo ormone, e quanto il tipo di alimentazione possa modificare la sua attività, arrivando fino all’insorgenza dell’insulino -resistenza, anticamera del diabete di tipo 2.

Diete ricche di zuccheri, grassi e di cibi preconfezionati hanno come risultato non solo un aumento di peso, ma anche di tessuto adiposo. L’aumento del tessuto adiposo, soprattutto a livello viscerale, provoca un’infiammazione cronica di basso grado e il rilascio di fattori coinvolti nell’insulino- resistenza.

L’insulino – resistenza si instaura quando i tessuti sensibili all’insulina diventano progressivamente meno responsivi, di conseguenza vi è una disfunzione nell’assorbimento, stoccaggio e assorbimento di glucosio, a cui il pancreas tenta di adeguarsi secernendo un maggiore quantitativo di insulina. Nei casi progressivi, la capacità delle isole beta del pancreas di mantenere aumentata la secrezione di insulina viene compromessa, portando all’insulino – resistenza e al diabete di tipo 2.

Ma c’è di più.

La distruzione dell’equilibrio insulinico potrebbe avere come conseguenza un circolo vizioso. La compromissione dei recettori insulinici localizzati sull’ippocampo è associata con deficit della memoria e dell’apprendimento, per cui il risultato potrebbe essere un’alterazione della memoria relativa al cibo e la mancanza di inibizione in seguito allo stimolo del cibo, continuando a mangiare anche quando si è già sazi. Il risultato è una fame incontrollata e l’iperfagia; tutto ciò esaspera l’aumento del tessuto adiposo viscerale.

Come accorgersi se si è insulino- resistenti?

Attraverso il calcolo dell’indice HOMA, si può facilmente verificare se questa condizione è presente e correre ai ripari! Il trattamento ottimale per questa condizione è composto da un regime dietetico adeguato e dall’attività fisica. Pertanto, una dieta particolarmente antinfiammatoria, volta alla perdita del tessuto adiposo e con un adeguato apporto di fibra può evitare lo step successivo: il diabete di tipo 2.

In conclusione, la diminuzione della sensibilità all’azione dell’insulina provoca un atteggiamento impulsivo nella ricerca del cibo e una inaccurata valutazione dell’ingesta calorica causando un’alimentazione incontrollata; quindi, se hai spesso fame potrebbe non essere colpa tua, ma un segnale dell’organismo da tenere sotto sorveglianza per evitare le successive complicazioni: l’insorgenza del diabete.

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